Passeggiando per Formia è difficile non accorgersi di quanta storia abbia attraversato questa città affacciata sul golfo di Gaeta. Resti romani sotto le case, torri medievali, piazze ricostruite nel dopoguerra: ogni epoca ha lasciato un segno. Dal quartiere di Castellone, dove si trova Sandy sweet home, si parte proprio da uno dei due nuclei storici da cui è nata la città moderna. Ecco, in breve, come si è arrivati fin qui.
Le origini e il nome
Formia ha origini aurunche, legate a un'antica popolazione di lingua osca, e compare per la prima volta nelle fonti storiche nel 338 a.C., durante la guerra latina. In quegli anni entra nell'orbita di Roma, prima come comunità con cittadinanza senza diritto di voto e poi, nel 188 a.C., con la piena cittadinanza romana. Nel frattempo, alla fine del IV secolo a.C., il territorio era stato attraversato dalla Via Appia, la grande strada che collegava Roma al Sud e che ancora oggi segna la geografia della città.
Sul nome esistono due spiegazioni. Una lo fa derivare dal greco Hormiai, "approdo", con riferimento al riparo offerto dal golfo alle imbarcazioni; l'altra lo collega al latino formus, "caldo". In entrambi i casi, il legame con il mare e con il clima mite della costa è evidente.
Formiae, la villeggiatura dei Romani
In età romana Formiae divenne una località molto apprezzata dall'aristocrazia della capitale, che vi costruì ville affacciate sul mare. Tra i personaggi legati a Formia le fonti ricordano Mamurra e Mecenate. La città romana aveva bisogno di infrastrutture all'altezza: ne è testimonianza il Cisternone Romano del I secolo a.C., un'enorme cisterna sotterranea che raccoglieva l'acqua e la distribuiva alle abitazioni, alle vasche per l'allevamento dei pesci e alle ville. Oggi si trova sotto il borgo di Castellone, a pochi passi da Sandy sweet home.
Altre tracce di quel periodo si trovano nell'area archeologica di Caposele, con il suo porticciolo romano, e nel Museo archeologico nazionale di piazza della Vittoria, dove sono esposte sculture provenienti dall'area del Foro. Sotto la stessa piazza, nei criptoportici, è stato rinvenuto nel 1928 il gruppo di Leda con il cigno, oggi tra i pezzi più noti del museo.
Cicerone e la sua morte presso Formia
Il nome più illustre legato alla città è quello di Marco Tullio Cicerone. L'oratore possedeva qui una villa, il Formianum, che cita spesso nelle sue lettere. E proprio nei pressi di Formia trovò la morte nel dicembre del 43 a.C.: inserito nelle liste di proscrizione, fu raggiunto dai sicari di Marco Antonio mentre cercava di mettersi in salvo. Il luogo è tradizionalmente identificato con Vindicio, oggi parte del territorio comunale.
Lungo la Via Appia, a circa 2,5 km dal centro, sorge il mausoleo che la tradizione chiama Tomba di Cicerone: una torre funeraria di età augustea alta circa 24 metri, con due camere sepolcrali sovrapposte. Nessuna iscrizione conferma che vi sia sepolto l'oratore, ma il monumento resta uno dei luoghi più evocativi della città. Le aperture sono curate dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio, sui cui canali trovate il calendario delle visite.
Mola e Castellone: due borghi per molti secoli
Dopo la caduta dell'impero e le invasioni che seguirono, la città romana si svuotò e gli abitanti si raccolsero in due nuclei distinti. Sul mare nacque Mola, il cui nome ricorda i mulini che vi sorgevano; sulla collina crebbe Castellone, che prende il nome dal castello fatto costruire da Onorato I Caetani intorno alla metà del Trecento. Di quell'epoca restano i simboli dei due borghi: la torre ottagonale di Castellone, del XIV secolo, e la Torre di Mola, il torrione cilindrico alto 27 metri voluto alla fine del Duecento da Carlo II d'Angiò come presidio militare della costa.
Per secoli Mola e Castellone vissero come comunità separate, ciascuna con la propria identità. Solo nel 1820 furono fuse in un unico comune, che nel 1862 assunse il nome attuale di Formia, recuperando così quello della città romana. Nel 1928 entrarono a far parte del comune anche i borghi collinari di Maranola e Castellonorato.
La città moderna
Il Novecento ha segnato Formia in modo profondo. Trovandosi ai margini della Linea Gustav, la città subì danni pesantissimi nei primi mesi del 1944, con la perdita di una parte importante del suo patrimonio storico, e la ricostruzione del dopoguerra ne ha ridisegnato buona parte del volto. Tra le memorie di quel periodo c'è anche la strage della Costarella del novembre 1943, in cui persero la vita otto civili.
Oggi Formia è una città viva tutto l'anno, snodo ferroviario sulla linea tra Roma e Napoli e porto d'imbarco per le isole di Ponza e Ventotene. Eppure basta salire tra i vicoli di Castellone o fermarsi davanti alla Torre di Mola per ritrovare, sotto la superficie della città contemporanea, i due borghi medievali e, ancora più in profondità, l'antica Formiae.
Nel cuore del borgo antico
Sandy sweet home si trova nel quartiere storico di Castellone, in un palazzo storico ristrutturato: il punto di partenza più naturale per scoprire la storia di Formia a piedi.